carloemiliogadda schede  

 
«  Torna a opere in volume
 
 

»  Accoppiamenti giudiziosi

»  Azoto

»  Disegni milanesi

»  Eros e Priapo

»  Giornale di guerra

»  Gli anni

»  Gonnella buffone 

»  Grumi di pensiero silvano

»  Il castello di Udine

»  Il guerriero, l'amazzone

»  I Littoriali del Lavoro

»  Il palazzo degli ori

»  Il primo libro delle Favole

»  Il tempo e le opere

»  Il Tevere

»  I Luigi di Francia

»  I miti del somaro

»  I racconti

»  I sogni e la folgore

»  I viaggi la morte

»  La cognizione del dolore

»  L'Adalgisa

»  La Madonna dei Filosofi

»  La meccanica

»  La verità sospetta

»  Le bizze del capitano

»  Le carte militari

»  Le meraviglie d'Italia

»  Le meraviglie. Gli anni

»  Meditazione milanese

»  Meraviglie d'Abruzzo

»  Norme per la redazione

»  Novella seconda

»  Novelle dal Ducato

»  Per favore, mi lasci

»  Poesie

»  Quattordici favole

»  Quer pasticciaccio

»  Racconti dispersi

»  Racconto italiano

»  Romanzi

»  Romanzi e racconti I

»  Romanzi e racconti II

»  Saggi, giornali, favole I

»  Saggi, giornali, favole II

»  Scritti vari e postumi

»  Taccuino di Caporetto

»  Un «concerto»

»  Un fulmine sul 220

»  Un pensiero

»  Un radiodramma

»  Verso la Certosa

»  Villa in Brianza

 

 

I VIAGGI LA MORTE

 

Raccolta di scritti pubblicati su rivista tra il 1927 e il 1957.

Tecnica e poesia è già apparso negli Anni.

 

 

 

EDIZIONI


 

Milano, Garzanti, 1958 ("Saggi"), 299 pagine, 22 cm.

 

Milano, Garzanti, 1977 ("Saggi blu").

Milano, Garzanti, 2001 ("Gli elefanti").

 

In Opere di Carlo Emilio Gadda: Saggi, giornali, favole I.

 

 

 

INDICE


 

Parte prima

Come lavoro

Meditazione breve circa il dire e il fare

Psicanalisi e letteratura

Tecnica e poesia

Le belle lettere e i contributi espressivi delle tecniche

Lingua letteraria e lingua dell'uso

Fatto personale... o quasi

Intervista al microfono

Il pasticciaccio

 

Parte seconda

Il terrore del dàttilo

Je meurs de seuf au près de la fontaine

Rappresentare la «Celestina»?

«Amleto» al Teatro Valle

Arte del Belli

I viaggi, la morte

Una mostra di Ensor

Il mondo di ieri

Anime e schemi

«Agostino» di Alberto Moravia

Il faut d'abord être coupable

Il premio di poesia «Le Grazie»

Un'opinione sul neorealismo

 

Parte terza

Emilio e Narcisso

L'egoista

 

 

 

RISVOLTO DI COPERTINA


 

Nelle 24 battute del Gadda che in questo volume sono presentate al pubblico si manifestò gran parte della di lui attività di opinante edito: la quale ha occupato, grazie al disvolere degli dèi, una piccola parte della sua fatica di vivente scrivente. Saggi, brevi saggi, è il nome che nelle letterature occidentali si suol conferire a un siffatto genere di lavorucci. Meglio forse varrebbe, per il libro che ci occupa, il francese Entretiens. Il lettore vi potrà scorgere, a dispetto di qualche impressione momentanea, una coerenza tonale nell'istruttoria e nel giudizio della cause, lievi cause: quella coerenza che al secol nostro si usò chiamare una linea. Il guaio è che la linea del Gadda, le più volte, s'impenna e diverge dalle linee più accreditate: donde la severa imputazione che gli vien fatta, non aver egli avuto la reverenza debita alle linee degli altri, rette o curve che fossero. Questo mancato riguardo alle solide basi e alle certe premesse della nostra pragmatica certificante e della nostra coltura solidificata appaiono essere il più evidente dei molti demeriti del libro. Lo abbiamo ciò nondimeno stampato, nella presunzione che qualche pagina sia per aprirsi non del tutto uggiosa od inutile, all'occhio di chi vorrà leggere.

(Testo di Gadda)

 

 

 

QUARTA DI DI COPERTINA


 

Carlo Emilio Gadda

È nato a Milano quattordici giorni avanti la caduta del Ministero Giolitti, il primo. Vi trascorse un'infanzia tormentata e un'adolescenza anche più dolorosa: fu accolto nelle classi elementari del Comune, ottime. Vi trovò il suo liceo e le sue matematiche. Poi la guerra: la perdita del fratello Enrico, caduto nel '18. Lavorò in Italia, fuori d'Italia: in Argentina, in Francia, in Germania, nel Belgio. La sua carriera di scrittore incontrò gli ostacoli classici, economici ed ambientali: più quelli dell'era, anzi delle diverse ere che gli toccò di attraversare. Visse dieci anni a Firenze: 1940-1950: gli anni belli, quand'era venuto il bello. Niente Capponcina. Vive nella capitale della Repubblica a quattordici chilometri dal centro, in una casa di civile abitazione, confortato nottetempo dagli ululati dei lupi e lungo tutto il giorno dai guaiti di copiosissima prole, non sua, ma egualmente cara e benedetta. «Che cosa fai tutto il giorno?» gli chiedono le persone indaffarate: «non ti muovi mai?» «No: non mi muovo.»

(Nota autobiografica, apparsa la prima volta nel Pasticciaccio e poi utilizzata da Garzanti anche negli Accoppiamenti giudiziosi. Nei Viaggi la morte appare solo in una parte residua della tiratura.)

 

 

 

INCIPIT


 

COME LAVORO

Come non lavoro. Che dà egual frutto, a momenti, nella vicenda oscillante d'uno spirito fugitivo e aleatorio, chiamato dall'improbabile altrettanto e forse più che dal probabile: da una puerizia atterrita e dal dolore e dalla disciplina militare e di scuola delabante poi verso il nulla, col suo tesoro d'oscurità e d'incertezze.

 

MEDITAZIONE BREVE CIRCA IL DIRE E IL FARE

Quando scriverò la Poetica, dovrà, ognuno che si proponga intenderla, rifarsi dal leggere l'Etica: e anzi la Poetica sarà poco più che un capitolo dell'Etica: e questa deriverà dalla Metafisica. 

 

PSICANALISI E LETTERATURA

Un'affermazione  più volte ripetuta (o anche solo affiorante nei nostri discorsi) tende a respingere i metodi di ricerca e i risultati della psicanalisi al di là dei confini del mondo e del pensiero cosiddetto latino.

 

TECNICA E POESIA

L'opera suol essere motivo di incantagione per i «non addetti al lavoro».

 

LE BELLE LETTERE E I CONTRIBUTI ESPRESSIVI DELLE TECNICHE

È possibile dimenticare, per una mezz'ora una volta tanto, le quaranta parole di cui risulta il macinato medio della gran macina critica, per occuparsi invece d'alcuni fatti minuti e potremmo dire modesti, i quali hanno pur tanta parte nel concreto coagularsi d'un opera verso la sua struttura definitiva?

 

LINGUA LETTERARIA E LINGUA DELL'USO

A mio avviso, può, chi scrive, discettare con una tal quale curiosità, se pure con incerto profitto, intorno ai problemi dell'idioma: è bene che la materia dell'arte sia conosciuta e analizzata (oltreché tentata, sperimentata) da chi se ne vale ad esprimersi. Il legno dal falegname, la lega ferrosa dal siderurgista.

 

FATTO PERSONALE... O QUASI

Anni sono il Contini ha rilevato, nel corso d'una caritatevole perizia, ha sorpreso nell'atto della ingredienza ad opera quel tanto di macaronico cioè di deformante il simbolo idiomatico, o deforme con esso, di che la mia scrittura s'intride: e con lei la mia anima.

 

INTERVISTA AL MICROFONO

La narrazione è certamente uno de' miei obiettivi. Esso non è l'unico, non è stato l'unico, durante il corso degli anni e il tirocinio continuo della mia fatica o, se volete latinamente chiamarla, del mio ozio.

 

IL PASTICCIACCIO

Il giallo di cui Garzanti ha intrapreso e condotto a termine la non facile stampa era uscito per una parte nella rivista fiorentina "Letteratura" (non ne dirò le lodi che potrebbero apparire interessate) creata e diretta da Alessandro Bonsanti.

 

IL TERRORE DEL DÀTTILO

«Il nostro dialetto, nei cordiali e schietti suoni del quale si palesa tanta parte della nostra indole, più sincera che insinuante, porta impresse le vestigia della nostra istoria: le origini celtiche si manifestano indelebilmente nei suoni: le romane del dizionario: qualche solco, lasciato dalla infeconda età longobardica, a gran pena si discerne: mentre vi giaciono (sic) inesplorate ancora le tracce di qualche cosa che fu più antico e più nativo dei romani e forse dei celti.»

È il Cattaneo, nella sua mirabile sinossi Lombardia antica e moderna.

 

JE MEURS DE SEUF AU PRÈS DE LA FONTAINE

Uscita dalla guerra dei cent'anni la Francia vedeva dissiparsi dal territorio il fumo degli incendi e la polvere delle battaglie, se non l'orrore dei guasti che la lunga e terribile contesa vi aveva accumulato.

 

RAPPRESENTARE LA «CELESTINA»?

Nata, si opina, fra il 1484 e il 1492, la Tragicomedia de Calisto y Melibea fu messa a stampa in Burgos nel 1499 (sedici atti), indi a Siviglia nel 1501; e ancora a Siviglia nel 1502 (ventun atti).

 

«AMLETO» AL TEATRO VALLE

Impersonato da Vittorio Gassman  e da Luigi Squarzina, il Teatro d'Arte Italiano ha iniziato la sua vita con l'Amleto. Al Valle prova generale il 26, «prima di gala» il 28.

 

ARTE DEL BELLI

Costruire, definire le proprie modalità espressive: raggiungere lo stile necessario: è il dramma di chi da prima ignora, poi percepisce, poi rompe i vincoli che avevano legato la sua «forma» insorgente.

 

I VIAGGI, LA MORTE

Il rapporto che avvince gli eccipienti primi della nostra attività estetica, spazio tempo, sembra graduarne la dignità: mentre è possibile riferirsi ad un io vivido nel buio tempo, poiché gli affioramenti del mondo morale ci consentono di immaginare una vita e un pensiero non spaziali, riesce più arduo riferirsi a una plaga di spazi cui l'io prepotente e legatore non convalidi, archiviandoli in una successione temporale.

 

UNA MOSTRA DI ENSOR

Gentili visitatrici e visitatori, davanti a queste incisioni di Ensor mi è data la parola: me ne rincresce per voi: credo che i direttori della mostra abbiano voluto saggiare, nel mio dire, le reazioni del primo che passa, con la stessa tecnica del «colpire a caso», dell'«estrarre a sorte», usata in certe indagini statistiche oltreché davanti ai gradini del Duomo da quei due giovani fotografi che vi bersagliano senza premeditazione speciale, come elementi di una folla.

 

IL MONDO DI IERI

Prima di accomiatarsi con il suicidio da codesta atroce sarabanda, Stefan Zweig credé di raccogliere in un referto-somma le immagini che ancora tenevano la sua memoria: superstite, per poco, al disinganno alla distruzione e al dolore.

 

ANIME E SCHEMI

Di Ramon Perez de Ayala, nato a Oviedo nelle Asturias l'anno 1880 - ensayista y novelista y poeta - si conoscono in traduzione italiana i romanzi Bellarmino e Apollonio (Torino, Slavia, 1931: traduzione di Angiolo Marcori), Giovanni Tigre (Tigre Juan), A.M.D.G.: la vita in un collegio di gesuiti.

 

«AGOSTINO» DI ALBERTO MORAVIA

È caratteristica della narrazione moraviana quell'attitudine a farci dimenticare l'imbratto del discorso, alleviando la pagina d'ogni bagaglio verboso.

 

IL FAUT D'ABORD ÊTRE COUPABLE

È il motto in fascetta. L'autore traspone in un giudizio parenetico, di timbro che sarei tentato qualificare agostiniano (egli è ateo), quello che per il mio criterio più pedestremente enumerativo, fondato sui cataloghi, arrossato all'opera dall'incendio del probabile, confortato da discriminazioni questurinesche nei più sani propositi, è invece il vecchio (e discutibilissimo) cànone: «primum vivere, deinde philosophari».

 

IL PREMIO DI POESIA «LE GRAZIE»

Il premio di poesia «Le Grazie» è stato istituito in Firenze nello scorso gennaio da alcune gentili persone che desiderano mantenere l'incognito: hanno signorilmente offerto il loro contributo per la piantatura e l'inaffiamento dei lauri, imponendoci, per quanto è dei lor nomi, il vincolo delle labbra cucite. Rispettandone il monito, chiudiamo nel cuore le parole di gratitudine che la nostra lingua vorrebbe pronunziare e non può.

 

UN'OPINIONE SUL NEOREALISMO

Le mie naturali tendenze, la mia infanzia, i miei sogni, le mie speranze, il mio disinganno sono stati, o sono, quelli di un romantico: di un romantico preso a calci dal destino, e dunque dalla realtà.

 

EMILIO E NARCISSO

La scuola napoletana, che il nome del proprio restitutore e direi padre onora nel sommo nome di Ernesto Cacace, ha voluto sceverare e disgiungere dal voluminoso digesto di Pediatria un particolare e antistante libro o paragrafo e lo ha intitolato Nipiologia o scienza del lattante: nonché infante e giacente (nhpiox è infante).

 

L'EGOISTA

teofilo

Chi immagina e percepisce se medesimo come un essere «isolato» dalla totalità degli esseri, porta il concetto di individualità fino al limite della negazione, lo storce fino ad annullarne il contenuto.

 

 

 

TRADUZIONI


 

FRANCESE

Les voyages la mort

Paris, Bourgois, 1994, traduzione di Monique Baccelli

 

SPAGNOLO

Dos relatos y un ensayo

Barcelona, Tusquets, 1970, traduzione di Francisco Serra Cantarell

(il brano Come lavoro)

 

Garzanti 1958

 

 

 

 

 

Garzanti 2001

 

 

 

 

 

Bourgois 1994

 


A cura di Paolo Mauri