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LA VERITÀ SOSPETTA. TRE TRADUZIONI DI CARLO EMILIO GADDA

 

Traduzione di tre testi del Seicento spagnolo.

 

 

 

EDIZIONI


 

Milano, Bompiani, 1977 ("Nuova Corona", 6), 403 pagine, 22 cm. A cura di Manuela Benuzzi Billeter. Testo originale a fronte. 

 

Torino, Einaudi, 1993 ("Scrittori tradotti da scrittori").

Milano, Bompiani, 2005 ("Tascabili. Romanzi e racconti").

 

In Opere di Carlo Emilio Gadda: Scritti vari e postumi.

 

L'edizione Einaudi 1993 presenta solo la commedia La verità sospetta, nella versione originaria di Gadda ripristinata sulla base dei nastri radiofonici Rai (a cura di Claudio Vela).

 

 

INDICE


 

I. Francisco de Quevedo

El mundo por de dentro - Il mondo com'è

 

II. Alonso J. de Salas Barbadillo

La peregrinación sabia - Il viaggio di saggezza

 

III. Juan Ruiz de Alarcón

La verdad sospechosa - La verità sospetta

 

 

 

QUARTA DI COPERTINA


 

«Si offrono qui tre eccezionali incontri di Carlo Emilio Gadda col Seicento Spagnolo, il "Siglo de oro", lo splendente universo barocco e picaresco, in cui egli ha prescelto tre figure: Quevedo, Salas Barbadillo, Ruiz de Alarcón, per colloquiare con loro nel ruolo eccitante di traduttore-inventore. Perché proprio quei tre scrittori e quei tre testi, rispettivamente una satira sociale in forma di sogno, una favola simbolico-picaresca, una commedia di costume? Perché qualcosa di importante per Gadda li accomuna: la resa dell'ambiguo rapporto fra menzogna e verità nello straordinario carnevale che è la vita. [...]. Questo è il messaggio dei modelli spagnoli coi quali Gadda si misura, oltrepassandoli in una tenace ricreazione allo sbocco della quale i testi tradotti sono ormai testi gaddiani. [...]»

 

 

 

INCIPIT


 

IL MONDO COM'È

Il nostro desiderio viaggia, come incuriosito straniero, il mondo e la vita: trascorre da un oggetto all'altro in un ànsimo vano, e non giunge a trovar patria, mai, né riposo.

 

IL VIAGGIO DI SAGGEZZA

Nel tempo, così facondo e saputo, di quel piuttosto malconcio filosofo Esòpo, tutti gli animali, compresi gli uccelli e i pesci, godevano del privilegio di cui godono oggi i pappagalli, le gazze e i tordi: tutti parlavano: entrando in scena con loro perfin gli alberi e i sassi: «quod arbores loquantur, non tantum ferae». 

 

LA VERITÀ SOSPETTA

[Testo teatrale. Incipit con indicazioni di scena, atto e dialogo.]

 

Bompiani 1977

 


A cura di Paolo Mauri