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ROMANZI

 

Raccoglie L'Adalgisa, La cognizione del dolore e il Pasticciaccio.

 

 

 

EDIZIONI


 

Torino, Utet, 1997 ("Classici italiani"), 832 pagine, 24 cm, con 5 tavole fuori testo (fotografie di Milano, fotografia di Gadda, pagine autografe di Gadda). A cura di Giorgio Barberi Squarotti.

 

 

 

INDICE


 

L'ADALGISA

Notte di luna

Quando il Girolamo ha smesso...

Claudio disimpara a vivere

Quattro figlie ebbe e ciascuna regina

Strane dicerie contristano i Bertoloni

I ritagli di tempo

Navi approdano al Parapagàl

Un "concerto" di centoventi professori

Al Parco, in una sera di maggio

L'Adalgisa

 

LA COGNIZIONE DEL DOLORE

 

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA

 

 

 

INCIPIT


 

NOTTE DI LUNA

Un'idea, un'idea non sovviene, alla fatica de' cantieri, mentre i sibilanti congegni degli atti trasformano in cose le cose e il lavoro è pieno di sudore e di polvere.

 

QUANDO IL GIROLAMO HA SMESSO...

A lucidare i parquets, in casa Cavenaghi, era sempre venuta la «Confidenza», come in tante altre case, del resto.

 

CLAUDIO DISIMPARA A VIVERE

Gli zii di Doralice avevano fama di persone di conto e certo assai là nella conoscenza de' grandi problemi.

 

QUATTRO FIGLIE EBBE E CIASCUNA REGINA

Il Nobilis Homo Cipriano de' Marpioni, col crescere della prole, aveva dovuto allargarsi.

 

STRANE DICERIE CONTRISTANO I BERTOLONI

Di ville, di ville!; di villette otto locali doppi servissi, di principesche ville locali quaranta ampio terrazzo sui laghi veduta panoramica del Serruchon - orto, frutteto, garage, portineria, tennis, acqua potabile, vasca pozzonero oltre settecento ettolitri: - esposte mezzogiorno, o ponente, o levante, o levante-mezzogiorno, o mezzogiorno-ponente, protette d'olmi o d'antique ombre dei faggi avverso il tramontano e il pampero, ma non dai monsoni delle ipoteche, che spirano a tutt'andare anche sull'anfiteatro morenico del Serruchon e lungo le pioppaie del Prado; di ville! di villule!, di villoni ripieni, di villette isolate, di ville doppie, di case villerecce, di ville rustiche, di rustici delle ville, gli architetti pastrufaziani avevano ingioiellato, poco a poco un po' tutti, i vaghissimi e placidi colli delle pendici preandine, che, manco a dirlo, «digradano dolcemente»: alle miti bacinelle dei loro laghi.

 

I RITAGLI DI TEMPO

I Caviggioni, per lo più, nascevano con il bernoccolo dell'ingegnere. Anche il nobile Gian Maria, benché i casi della vita lo avessero sospinto verso il cioccolatte, si vantava ingegnere. Ingegnere tendenziale, ingegnere onorario.

 

NAVI APPRODANO AL PARAPAGÀL

Non beveva mai liquori. Non fumava.

 

UN «CONCERTO» DI CENTOVENTI PROFESSORI

Quella sera, di sabato, il papà di Valerio aveva consentito per telefono con il fratello Gian Maria che l'indomani suo figlio avesse ad accompagnar donna Elsa.

 

AL PARCO, IN UNA SERA DI MAGGIO

Un attacco padronale, rara avis, procedeva da «piazza» Castello verso il viale grande con un certo augusto e pure appenato batacchiamento dei quattro ferri, grevi e piatti: che il quadrupede pareva stentasse ogni volta a levarli (se non a riporli poi sull'asfalto nell'alternazione abituale), come li succiasse il magnete: forse la totale calamita del sottoterra.

 

L'ADALGISA

«...E che ero una qui, e che ero una là; e che cantavo nei teatri da strapazzo, per i militari; che avevo già avuto una cinquantina d'amanti!... ma sì!... cento... mille... un milione!»

 

LA COGNIZIONE DEL DOLORE

In quegli anni, tra il 1925 e il 1933, le leggi del Maradagàl, che è paese di non molte risorse, davano facoltà ai proprietari di campagna d'aderire o di non aderire alle associazioni provinciali di vigilanza per la notte - (Nistitúos provinciales de vigilancia para la noche); e ciò in considerazione del fatto che essi già sottostavano a balzelli ed erano obbligati a contributi molteplici, il cui globale ammontare, in alcuni casi, raggiungeva e financo superava il valsente del poco banzavóis che la proprietà rustica arriva a fruttare, Cerere e Pale assenziendo, ogni anno bisestile: cioè nell'anno su quattro in cui non si sia verificata siccità, non pioggia persistente alle semine ed ai raccolti, e non abbi avuto passo tutta la carovana delle malattie.

 

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA

Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi.

 

 

 

TRADUZIONI


 

Per le traduzioni vedi schede dell'Adalgisa, della Cognizione e del Pasticciaccio.

 

 


A cura di Paolo Mauri