carlo emilio gadda

 

 

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EREDITÀ


 

bonaventura tecchi 

Baracca 15c 

Milano, Bompiani, 1961

Il resoconto della prigionia, durante la prima guerra mondiale, nel campo di Cellelager (a nord di Hannover). Tecchi condivise questa triste esperienza, tra gli altri, anche con Carlo Emilio Gadda, che «era, a Cellelager, semplice e insieme misterioso; cordiale, alla mano, partecipe alle vicende di tutti e insieme appartato; ingenuo fino alla credulità, eppure complicatissimo. [...] Attento alle parole: a quelle che leggeva, a quelle che volavano nell'aria della baracca». 

L'intero capitolo VII del libro (pp. 67-75), titolato "Gadda", descrive lo scrittore milanese, a cui è anche dedicata, in epigrafe, l'opera.

 

 

ANTONIO PIZZUTO

Ultime e penultime

Milano, Il saggiatore, 1978

L'opera si apre con un omaggio a Gadda, cui è dedicata la Pagella I, Dall'ombra.

[segnalato da Luciano Bertinelli] 

 

 

ALBERTO ARBASINO

La vita di tutti i giorni

in Matinée, Milano, Garzanti, 1983

Una poesia dedicata a Gadda, «un trattenimento lombardo per Carlo Emilio Gadda, fra alcune nostre conversazioni manzoniane».

 

 

DANIEL PENNAC

Il paradiso degli orchi

Milano, Feltrinelli, 1992 ("Universale economica"), pp. 96-97, 102, 106, 148-150

Benjamin Malaussène acquista un'edizione tascabile del Pasticciaccio del «buon vecchio Gadda».

 

 

Enrique M. Butti

Pasticciaccio argentino

Milano, Il saggiatore, 1994

Protagonista del romanzo, Gadda si trova coinvolto in un misterioso delitto nei  primi mesi del suo soggiorno sudamericano.

 

 

Santo Piazzese

I delitti di via Medina-Sidonia

Palermo, Sellerio, 1996, p. 238

Durante una conversazione dopo cena, il commissario Spotorno rimpiange i delitti  «con un bel movente, quelli da scavarci dentro, come Maigret, come Marlowe, o - più realisticamente - come don Ciccio Ingravallo.»

 

 

DANIELE LUTTAZZI

[Riassunto della] Cognizione del dolore

in Adenoidi, Milano, Rizzoli, 1999, pp. 142-143

«Scritto in un'interessante commistione di esperanto e codice Morse, questo capolavoro di Gadda è presto riassumibile: nel Maradagal, un ipotetico paese sudamericano identico a Lecco, solo con più vigili, vive don Gonzalo Beautycase, tormentato protagonista dell'opera nonché allegoria della gastrite dell'autore. [...]»

 

 

attilio del giudice 

Città amara 

Roma, Minimum fax, 2000

Un noir ambientato a Caserta. In epigrafe, una citazione dal Pasticciaccio: «La insospettata ferocia delle cose… le si rivelava d’un subito… brevi anni!»

 

 

CARLO SAVELLI 

Quer pasticciaccio brutto di via della Colonna ovvero Giallo al Miche

Firenze, Falciani Libri, 2000

«Un duplice omicidio getta un'ombra sinistra sulle aule di un prestigioso liceo fiorentino e mette in subbuglio il suo corpo docente. Il commissario chiamato a svolgere le indagini, nel risolvere il caso, deve necessariamente confrontarsi con un mondo, quello scolastico, a lui sconosciuto e del quale fatica a decifrare i meccanismi.»

 

 

PIER PAOLO PASOLINI

[Progetto di uno spettacolo sullo spettacolo]

"Corriere della Sera", 5 maggio 2001

Progetto del 1965 di uno spettacolo con protagonista Gadda che deve «fare l'attore, in pubblico, in un normale teatro italiano. Il suo è un incubo.»

 

 

Michele Mari

Tutto il ferro della Torre Eiffel

Torino, Einaudi, 2002, pp. 19-20, 22, 79-83, 242-243

Per le strade di Roma, nel 1936, Gadda incontra «un bambino tutto vestito di nero con un fez in testa» che gli parla della Cognizione.

 

 

ALDO BUZZI

L'uovo alla kok

Milano, Adelphi, 2002, pp. 41, 65-66, 144

Libro di cucina che «ci si presenta come una conversazione continuamente interrotta da ricette [...], cosparsa di piccoli tocchi eccentrici e osservazioni discretamente erudite, adatte a insaporire un libro sui sapori.»

 

 

OSVALDO GUERRIERI

L'inchino dell'ingegnere

in L'ultimo nastro di Beckett e altri travestimenti, Reggio Emilia, Aliberti, 2004

Immaginaria intervista di un giovane cronista a Carlo Emilio Gadda, che racconta della sua infanzia e della guerra.

Dall'Inchino dell'ingegnere Guerrieri ha tratto l'omonimo monologo teatrale con Ugo Gregoretti (debutto al XXXIX Festival di Borgio Verezzi il 20 luglio 2005).

 

 

UGO RICCARELLI

Il dolore perfetto

Milano, Mondadori, 2004

In epigrafe, una citazione dalla Cognizione: «Gadda non è barocco. Barocco è il mondo».

La citazione è tratta dal breve «saggio esplicativo» L'Editore chiede venia del recupero chiamando in causa l'Autore, posto a prefazione della prima edizione della Cognizione del dolore (Garzanti, 1963) e poi pubblicato in appendice nelle successive edizioni.

Questo il passo completo: «Il grido-parola d'ordine "barocco è il G.!" potrebbe commutarsi nel più ragionevole e più pacato asserto "barocco è il mondo, e il G. ne ha percepito e ritratto la baroccaggine"».

 

 

ARTEMOLTOBUFFA

Carlo Emilio Gadda e l'estate

in Stanotte stamattina, Aiuola Dischi, 2004

Canzone che l'autore ha composto durante la stesura della sua tesi universitaria su Carlo Emilio Gadda.

TESTO E MUSICA: Alberto Muffato

Sento tornerà l’estate

tiepida di sole

sulle nostre lacrime

Carlo Emilio Gadda arriverà

con le sue fiabe

e con lui sognerò

e il sole non ci lascerà.

So che verrà…

Fra il televisore

ed il divano in finta pelle

crescono piante esotiche

se il telefono non squilla

e io non so più stupirmi,

chiamerò Carlo Emilio al telefono.

Risponderà:

«Come ti và?»

Ed io:

«Carlo Emilio, gli uomini battiferro

mi stringono ai fianchi».

Perciò io sento tornerò all’estate

al tempo delle attese

dell’estate...

delle attese…

 

 

EMANUELE TREVI

Via Merulana reloaded e altri luoghi scritti di Roma

in La qualità dell'aria. Storie di questo tempo, Roma, Minimum fax, 2004

«La mattina che vendevano assieme alla "Repubblica" Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda, lì all'edicola di Antonio [in via Merulana] le richieste e le prenotazioni fioccavano. Era come se in un'edicola di Paperopoli fosse spuntato, un bel giorno, il numero nuovo di "Topolino".»

Emanuele Trevi sviluppa una riflessione sul rapporto tra la via Merulana del romanzo e quella reale.

 

 

ERNESTO FERRERO

I migliori anni della nostra vita

Milano, Feltrinelli, 2005, pp. 41, 111, 120-128

Nel romanzo "famigliare" sulla sua esperienza in Einaudi, Ferrero dedica a Gadda il capitolo "Il ritratto dell'Ingegnere", dove racconta aneddoti su questo personaggio «timido, cerimonioso, golosissimo, [...] gentiluomo dell'Ottocento costretto a vivere in un mondo zotico, incivile.»

 

 

MARLENE KUNTZ

La cognizione del dolore

in Bianco sporco, Virgin, 2005

Canzone ispirata dall'omonimo romanzo di Carlo Emilio Gadda.

TESTO: Cristiano Godano

MUSICA: Cristiano Godano, Riccardo Tesio, Luca Bergia

Lei si stupì e restò arresa alla brutalità di un impeto infernale

che lui rigurgitò con abominevole irascibilità rituale.

(E' un bravo figlio, ma no... non è facile capacitarsene.

Una madre può, con l'amore formidabile che è in lei)

Poi sbiancò e cascò nell'impossibilità di muoversi o parlare,

gli occhi in fissità sull'indefinibile abisso di afflizione universale.

(E' un bravo figlio, ma no... non è facile capacitarsene

Una madre può, con l'amore formidabile che è in lei)

Lenta un giorno apparirà, rossa piaga apparirà,

la cognizione di un dolore miserevole.

E lenta un giorno crescerà, e cancrena si farà,

la cognizione di un dolore deprecabile.

E lenta un giorno fiorirà, e tumore diverrà,

la cognizione del dolore.

E più grande di ogni colpa avrà inviolabile sovranità

su chi non potrà più vivere felice, mai.

E più d'ogni colpa porterà al verdetto della verità:

"pagherai scrivendone".

 

 

luca doninelli 

Il crollo delle aspettative

Milano, Garzanti, 2005, pp. 173-175

La Milano di oggi, con la sua crisi di identità e la sua mancata modernizzazione, tanto più amare se confrontate alla grandezza della città nel passato, quando «meritava» cittadini (d'adozione o di nascita) quali Leonardo e Gadda ("L'ingegneria della grandezza (con una brevissima nota su Carlo Emilio Gadda)").

 

 

Andrea COMOTTI 

L'organigramma

Padova, Vibrisselibri, 2006, p. 7 e sgg.

Lo scrittore di gialli Nicotrain acquista una casa a Longone al Segrino, «il carcere paradisiaco dove aveva sgambettato in braghette corte e aveva poi biciclettato coi calzoni alla zuava della gioventù e quelli ermenegildozegnati della maturità nientemeno che Carlo Emilio Gadda, Carlos El Grande, l'imperatore della parola, [...] l'autore da sempre circolante sovrano nelle vene e nei visceri di Nicotrain.»

Riferimenti a Gadda e alle sue opere ritornano frequenti per tutto il romanzo.

 

 

edmondo berselli 

Il più mancino dei tiri

Milano, Mondadori, 2006, pp. 39, 91-92, 120-121, 123

Ritratto di un'epoca (gli anni Sessanta) che prende spunto da un dribbling di Mariolino Corso, ala destra dell'Inter di Helenio Herrera.

Di Gadda, Berselli cita una delle Favole, un aneddoto sulla sua indecisione nel rifiutare un invito della casa editrice Einaudi, la propria difficoltà nell'approccio alla sua opera superata «fingendo che fosse una superfetazione dello stile di Brera». 

 

 

TIZIANO SCARPA

Il Professor Manganelli e l'Ingegner Gadda

in Comuni mortali, Milano, Effigie, 2007

Monologo che rievoca la visita a Giorgio Manganelli di Gadda, furioso perché riteneva Hilarotragoedia una parodia della Cognizione del dolore.

L'episodio è stato svelato in un'intervista da Lietta, la figlia di Manganelli (vedi G. Manganelli, Il delitto rende, ma è difficile, Comix, 1997).

 

 

giancarlo consonni

La ponderata misura delle cose

Bologna, Baiesi, 2007

Giancarlo Consonni, poeta e architetto, professore ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano, utilizza brani delle opere di Carlo Emilio Gadda per comporre un'intervista immaginaria allo scrittore milanese.

L'intervista, con il titolo La condizione umana e la forma del mondo, si può leggere sul sito del Liceo "Parini" di Milano.  »

 

 

Giuseppe civati

La cascina del Maradagàl

in Formigoning, Milano, M&B Publishing, 2007, pp. 112-124

Il racconto di un contenzioso tra il comune di Monza e un costruttore locale, in merito all'edificabilità di una vasta area adibita a verde. Un dichiarato omaggio alla Cognizione del dolore, un «falso d'autore» (attribuito a tale Gian Maria Bartesaghi, personaggio gaddiano) dove «alcuni passi sono identici o molto simili a quelli che troviamo in altre opere di Gadda».

 

 

fabio cavalli

Gadda vs Genet e altre storie di galera

Testo drammaturgico che scandaglia la condizione esistenziale della detenzione attraverso una contesa e uno scontro di idee tra Carlo Emilio Gadda e Jean Genet sul tema (propugnato dall'intellettuale francese) «per poter giudicare, bisogna esser stati innanzitutto colpevoli e condannati». Lo spettacolo è stato rappresentato dalla compagnia Teatro Libero di Rebibbia al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma nel 2008.

 

 

daniele timpano

Dux in scatola. Autobiografia d'oltretomba di Mussolini Benito

Monologo teatrale che racconta le rocambolesche vicende del corpo del duce, da Piazzale Loreto nel 1945 alla sepoltura nel cimitero di San Cassiano di Predappio nel 1957. Con brani da Eros e Priapo (oltre che da testi di Marinetti e Malaparte). Lo spettacolo è stato rappresentato al Teatro I di Milano nel febbraio 2010.

 

Repertorio di romanzi, racconti, canzoni, testi teatrali, spettacoli, opere di fantasia e artistiche (ovvero testi che non siano di critica letteraria) che citano Carlo Emilio Gadda, i suoi titoli o i suoi personaggi.