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IL CASTELLO DI UDINE
Raccolta di scritti pubblicati tra il 1931 e il 1933 sulle riviste "Solaria", "L'Ambrosiano" e "L'Italia letteraria". Premio Bagutta 1934.
EDIZIONI
Firenze, Solaria, 1934 ("Edizioni di Solaria", 32), 251 pagine, 20 cm. Edizione di 150 esemplari numerati, più una tiratura fuori serie riservata alla vendita.
Torino, Einaudi, 1961 ("Supercoralli"). Torino, Einaudi, 1973 ("Nuovi coralli"). Milano, Garzanti, 1989 ("Gli elefanti").
In Opere di Carlo Emilio Gadda: Romanzi e racconti I.
Con La Madonna dei Filosofi e L'Adalgisa, Il castello di Udine è stato ripubblicato nella raccolta I sogni e la folgore.
INDICE
Tendo al mio fine
Parte prima. Il castello di Udine Elogio di alcuni valentuomini Impossibilità di un diario di guerra Dal castello di Udine verso i monti Compagni di prigionia Imagine di Calvi
Parte seconda. Crociera mediterranea Tirreno in crociera Dal Golfo all'Etna Tripolitania in torpedone Sabbia di Tripoli Approdo alle Zàttere
Parte terza. Polemiche e pace Della musica milanese La fidanzata di Elio La festa dell'uva a Marino
Polemiche e pace nel direttissimo I. La chiesa antica II. Il fontanone a Montorio III. Sibili dentro le valli
INCIPIT
TENDO AL MIO FINE Tendo a una brutale deformazione dei temi che il destino s'è creduto di proponermi come formate cose ed obbietti: come paragrafi immoti della sapiente sua legge.
ELOGIO DI ALCUNI VALENTUOMINI Bravura e generoso ardimento bisogna temperarli a ferire: come si legge di Gaio Flaminio nel ventiduesimo libro di Livio.
IMPOSSIBILITÀ DI UN DIARIO DI GUERRA Queste cose le scrivo e le stampo perché possano arrivare dentro l'anima, un giorno!, di qualcheduno, che abbia lume di memoria e di cognizione e, se Iddio voglia, capacità di giusta elezione.
DAL CASTELLO DI UDINE VERSO I MONTI Dei «colleghi» non devo che dir bene: forse di qui a dieci anni, quando il mio malumore sarà diventato una cosa impossibile, finirò per trovare che qualcheduno zoppicava in aritmetica, qualche altro nella «Storia del Risorgimento»: però chi era Peppino Garibaldi lo sapevano tutti.
COMPAGNI DI PRIGIONIA Rivedo la baracca numero quindici, la luce sistematica d'un giorno eguale: e i compagni scrivere o studiare l'inglese o rammendar panni: o rimestare le loro polte e i tenui imbratti delle lor salse sulla piccola cucina di ghisa.
IMAGINE DI CALVI Trascinai verso dove sapevo le scarpe senza più suola, e, dentro, i piedi gelati: nel cuore e nei polsi c'era un debole bàttito, come una lusinga di vita: nel buio turbinava la neve, le ciglia, la barba se ne coprivano; le calze, dopo quaranta giorni, erano brandelli.
TIRRENO IN CROCIERA «Che cosa fai di bello?», gli amici domandano. «Leggo le poesie del Bertacchi», risposi loro la penultima volta. Ma l'ultima non sapevo più che cosa dire.
DAL GOLFO ALL'ETNA Un inno, «in pectore», da scioglire alla riva di Posillipo, tra la Gaiòla e Marechiaro. Ma mi svegliai troppo tardi e già la nave approdava alla proda della luce della serenità.
TRIPOLITANIA IN TORPEDONE Una cruda bianchezza di parallelepipedi ammodo, di là dal mare, definì Tripoli italiana.
SABBIA DI TRIPOLI Lo sparto irretisce la duna.
APPRODO ALLE ZÀTTERE L'odor delle résine esala nella calda vampa solare dalla moltitudine operosa dei pini, che han popolato il monte: non è raggio ch'essi làscino di occlùdere: e l'acuta lor fronda è fatta per meglio incontrare, per captare e bere tutta la luce.
DELLA MUSICA MILANESE La lettera aperta che un sottosegnatosi Rolf ha diretto al Supremo Magistrato Civico l'ho avuta a leggere naturalmente anch'io, con duplice gaudio: quanto alle motivazioni e quanto alle proposte.
LA FIDANZATA DI ELIO Quarantaquattro lettere di congratulazione e un vassoio di biglietti. «La compagna che ti sei scelta...» Le zie di Elio non avevano mai stillato una prosa così commovente.
LA FESTA DELL'UVA A MARINO Squassa la sua criniera piena di vento: e con narici dilatate da maschio vapore il cavallo marmoreo s'impenna dentro un guazzabuglio di vasi di coccio che accolgono le lame dei giaggioli dal verde pallido e freddo, le cannucce di sostegno dei ricadenti convòlvoli: e mille fiori colorati e molli, di cui potrei anche inventare i nomi di sana pianta.
LA CHIESA ANTICA Fu, nel sole giocondo e splendido, un monello di via in Piscinula: fra péndule brache tacitamente apparso, fulvo contro al nitore de' lenzuoli e sotto alle pergole delle camicie in gloria.
IL FONTANONE A MONTORIO Facchini e valige nel corridoio. Tutti salivano.
SIBILI DENTRO LE VALLI Dai monti dell'Umbria il vento notturno buttava l'acqua diaccia a gocciolare contro la luce dei cristalli.
TRADUZIONI
FRANCESE Le Château d'Udine Paris, Grasset, 1991, traduzione di Giovanni Clerico |
Einaudi 1973
Grasset 1991 |
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A cura di Paolo Mauri |