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SAGGI, GIORNALI, FAVOLE E ALTRI SCRITTI II

 

Il quarto dei 5 volumi dell'edizione diretta da Dante Isella delle Opere di Carlo Emilio Gadda.

 

 

 

EDIZIONI


 

Milano, Garzanti, 1992 ("I libri della spiga"), 1151 pagine, 19 cm. A cura di Claudio Vela, Gianmarco Gaspari, Giorgio Pinotti, Franco Gavazzeni, Dante Isella, Maria Antonietta Terzoli.

 

 

 

INDICE


 

IL PRIMO LIBRO DELLE FAVOLE

L'agnello di Persia

Il lupo, accompagnatosi

Il leone saziato

Un botanista apprese

I rettangolari architetti

Una belva sinistra

I letteratori ingaggiati

Un navicellaio aveva

La madre

I pubblicani volevano

Un apparitore doveva

Un convittore trovava

Un moralista volle

La cornacchia

La cornacchia

Persefone regina

Durava il passo

Aristippo cinico

Quando i Salinatori

Il dinosauro

Le due tortorelle

Il cavallo, mandato nel Carso

Apollo incontrò un personaggio

Il sedano, buttato in pentola

Il ciriegio, venuto dopo gran fuga

L'autore non può

La scimmia

Il vecchio asino

Lo scarafaggio dileggiava

La cimice

L'autore non ha limosine

L'autore, se glie ne venisse

L'asino del monisterio

La città elettrica

Il beccafico vide

Il generale Salasco

I buoi dissero

Un meccanico autarchico

Il passero solitario

Egnazio ha denti

Le parole sacre

In breve

François Villon poeta francesco

La mosca invitò a cena l'autore

Il municipio de' Genovesi

Un conte, alla battaglia

Il cervo, assetato

Il polo Sud

Il collettore decumano

Il topo, penetrato nel credenzone

Il corno inglese

Il poeta Allighieri

Il maresciallo de' gendarmi

A Enrico di Lucimburgo

Bertrando Gozio, guasco

Un cacciatore avea cieca fiducia

Enrico di Lucimburgo della Magna

La donna di cuore

Ad anno di salute nostra

Il sole del Sudamerica

Il dinosauro

Il gufo dimorava le rovine

La penna disse

La farfalla incontrò

Il brontosauro opinava

Il generale Bonaparte

Lucia Mondella, venendo dalla filanda

Il pomo, cadendo

La pùzzola era per venire raggiunta

Gli stoici erano impassibili

Il poeta Allighieri sostenne

L'aquila volò

Sulla sedia

Crisòbulo stoico

Quando l'aquila

Raphäel Sanzio

La capra non disdegna

Alessandro pontefice

Un maniaco voleva

Un vecchio pappagallo

Un generale del Venezuela

Il Tiepolo frescava

Il verme solitario

Un genovese incontrò

Monroe disse

Il Filarete era tanto amico

Giuseppe Verdi compose

Un nano gobbo

Il porcello, venuto nel morir la state

Muzio Scevola ebbe

Nabuccodonosor, seguitato dal codazzo

Uno scolaro vide

Quando il collo di Cabidona

Un poeta fece n'oda

La Gilda, mentre pregava Iddio

Il pregare Iddio è operazione

Il canarino, volendo fare

Il poeta Carducci

Gli ufficiali del generale

Un tale disse

Il nibbio

La chioccia, non anco ebbe scorto

Gli amanti

Un vaso da notte

Il Mississipì

Raphäel Sanzio

Il pontecorvo

Per il Poliziano morto

Ille Raphael

Morire per la patria

Non anco Provolone si ritrovò allo speco

Volendo l'aquila schernire

La rete, che voleva pigliare i pesci

Il sole pivotò vertiginosamente

Un gentiluomo lombardo

Uno di Bibbiena

Lamenta circa 'l poeta Petrarca

Una balia reggeva il pupo

La madre del corvo

Il padre del corvo

Il fratello del corvo

La sorella del corvo

Queste favolette ne adducano

La cheli, estromesso il capo

La luna, sopr' a le stelle reina

Una gentildonna lombarda

L'italiani

L'italiani sono

Il ciuco, ritrovatosi a Pocolume

Addormentatosi l'asino

Trovando la scimia uno nido

Le madri della universa Italia

Il ragno, stando in fra l'uve

Mascella d'asino Maltone

Le caramelle sono amiche

Supplici, ascolta, o Sole

Veduta e non anco annasata la Megera

Non anco vedute le stalagmiti tartaresche

«Ma signor colonnello!»

La viola mammola

Un tale, denominato la Fava

Un romanziere appresentò

Un broccolo andava enarrando

Dal ponte flaminio novo

Un sarto, a nome Baffèo

Il viale Giulio Cesare

Dallo Sparlàtico, in dove risideva

Un tale

Il coniglio, venuta la guerra

Il conigliolo, impennacchiatosi

Il conigliolo traeva sciabola

Una carogna di cane

Un critico

L'autore vide

Giuseppe Scaligero tolse a memorare

Una signora di Gallarate

Un poeta lasciò in carta

Un tedesco, bramoso di volgere

Il lupo si fece innanzi

Un francesista

L'autore incontrò il Padreterno

L'autore incontrò a Milano

Don Liberio Liberoni della Libertà

Scendendo il crepuscolo, la zanzara

La sanguisuga

La madre avea veduto

La madre non volea

Il padron di casa

Adamo Smith

Un cerusico da denti

Uno spagnolo di capelli nerissimi

Andava, la paziente carovana

La pecora si attardò a brucare

Un fiorentino voleva

Il prosatore si credeva

Il bruno pontecorvo

Il giglio si pose sopra la ripa

Correndo quello e subitamente sostando

Andava l'autore per certi campi

Il passero, venuta la sera, appiccò lite

Stando il topo assediato

Piovute le bombe, un moralista

Una collana di perle non sofferiva

Il topo delle chiaviche

Pier Luigi, non per altro Farnese

Zorzi pittor veneto, fece San Liberale

 

I LUIGI DI FRANCIA

Luigi XIII

Luigi XIV

Luigi XV

 

EROS E PRIAPO (DA FURORE A CENERE)

 

IL GUERRIERO, L'AMAZZONE, LO SPIRITO DELLA POESIA NEL VERSO IMMORTALE DEL FOSCOLO

 

GIORNALE DI GUERRA E DI PRIGIONIA

 

SCHEDE AUTOBIOGRAFICHE

 

POESIE

[Poi che sfuggendo ai tiepidi tramonti]

[O mio buon genio, divino ed umano, aero Ariel]

[O impreveduto folletto delle biade, aero Ariel]

[Piani di sole e liste]

Gli amici taciturni (ovvero «ritorno»)

Autunno [1931]

Autunno [1963]

Nel '52 non ho visto... Imitazione da Villon

 

 


A cura di Paolo Mauri