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QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA
Romanzo (incompiuto) apparso la prima volta a puntate, nella rivista "Letteratura", nel 1946. Premio degli Editori 1957.
EDIZIONI
Milano, Garzanti, 1957 ("Romanzi moderni"), 344 pagine, 20 cm.
Milano, Garzanti, 1957 ("I grandi libri Garzanti"). Milano, Garzanti, 1973 ("I grandi libri"). Milano, Garzanti, 1983 ("Narratori moderni"). [s.l.], Euroclub, 1985 (su licenza Garzanti). Milano, Garzanti, 1987 ("Gli elefanti"). Milano, Garzanti Scuola, 1997 ("Narrativa e letture"). Barcellona, Bibliotex, 2002 ("La Biblioteca di Repubblica. Novecento"). Supplemento al quotidiano "la Repubblica". Milano, Garzanti, 2007 ("Nuova Biblioteca Garzanti").
In Opere di Carlo Emilio Gadda: Romanzi e racconti II
La versione definitiva è dalla seconda edizione Garzanti ("Romanzi moderni", settembre 1957) che presenta numerose varianti rispetto alla prima.
L'edizione Garzanti 2007 ("Nuova Biblioteca Garzanti") è stata pubblicata per celebrare i cinquanta anni dell'uscita del romanzo in volume.
Con La cognizione del dolore e L'Adalgisa, il Pasticciaccio è stato pubblicato da Utet, nel 1997, in un unico volume sotto il titolo Romanzi.
LA VICENDA
Roma, 1927. A pochi giorni di distanza, due crimini si verificano al terzo piano del 219 di via Merulana: un furto di gioie ai danni della vedova Teresa Menegazzi e l’omicidio di Liliana Balducci. Il commissario Francesco Ingravallo, incaricato di svolgere le indagini, per il furto alla Menegazzi può contare su due elementi: un biglietto del tram vidimato al Torraccio e una sciarpa verde indossata dal rapinatore. Le indagini si spostano quindi nella campagna laziale, condotte dai carabinieri di Marino che riescono infine a recuperare la refurtiva e scoprire il colpevole, Enea Retalli, comunque latitante. Riguardo all’omicidio di Liliana, Ingravallo concentra i suoi sospetti sul di lei cugino, Guliano Valdarena, e verifica l’alibi del marito, Remo Balducci. Gli interrogatori del cugino e del marito svelano il trauma di Liliana per la mancata gravidanza e la sua mania di «adottare» giovani nipoti e domestiche. Ingravallo, aggiornato sugli sviluppi delle indagini dei carabinieri di Marino, si reca a Tor di Gheppio da Assunta Crocchiapani, l’ultima delle domestiche di Liliana e la accusa di essere l’assassina. Assunta replica all’accusa con decisione.
La vicenda capitolo per capitolo »
I PERSONAGGI
L'elenco completo dei personaggi (e degli appellativi di Mussolini) »
QUARTA DI COPERTINA
Carlo Emilio Gadda È nato a Milano quattordici giorni avanti la caduta del Ministero Giolitti, il primo. Vi trascorse un'infanzia tormentata e un'adolescenza anche più dolorosa: fu accolto nelle classi elementari del Comune, ottime. Vi trovò il suo liceo e le sue matematiche. Poi la guerra: la perdita del fratello Enrico, caduto nel '18. Lavorò in Italia, fuori d'Italia: in Argentina, in Francia, in Germania, nel Belgio. La sua carriera di scrittore incontrò gli ostacoli classici, economici ed ambientali: più quelli dell'era, anzi delle diverse ere che gli toccò di attraversare. Visse dieci anni a Firenze: 1940-1950: gli anni belli, quand'era venuto il bello. Niente Capponcina. Vive nella capitale della Repubblica a quattordici chilometri dal centro, in una casa di civile abitazione, confortato nottetempo dagli ululati dei lupi e lungo tutto il giorno dai guaiti di copiosissima prole, non sua, ma egualmente cara e benedetta. «Che cosa fai tutto il giorno?» gli chiedono le persone indaffarate: «non ti muovi mai?» «No: non mi muovo.» (Nota autobiografica, utilizzata da Garzanti anche nella prima edizione degli Accoppiamenti giudiziosi e, per una parte residua della tiratura, nei Viaggi la morte.)
UN EPISODIO DI CRONACA NERA
«[È opinione condivisa] che il fattaccio che ispirò Gadda fosse il famoso delitto Stern, commesso in via Gioberti a Roma il 24 febbraio 1946. Ne furono vittime due anziane sorelle, trovate in casa con il cranio massacrato probabilmente da un'ex cameriera e da una sua amica che avevano loro sottratto gioielli e valori. Ci sono però evidenti incongruenze cronologiche. [...] Ora un paio di studiosi tornano sulla questione per vederci più chiaro. Sono Franco Contorbia, professore di Letteratura italiana a Genova, e Giorgio Panizza, ricercatore di Filologia a Pavia, che per vie diverse sono arrivati, più o meno, alla stessa conclusione. Vediamola. Siamo sempre a Roma, ma in Piazza Vittorio 70, nei pressi di via Merulana. È la mattina del 19 ottobre 1945 quando le sorelle Lidia e Franca Cataldi con un coltello da macellaio sgozzano nel suo appartamento non solo la trentaquattrenne Angela Barruca in Belli ma anche il suo bambino Gianni di due anni e mezzo. I giornali, che immediatamente si scatenano sul caso, racconteranno che i corpi senza vita sono stati trovati dal cugino della donna. E che le due giovani assassine, sfollate da Velletri a Colleferro, avevano una certa familiarità con la vittima e le avevano chiesto sostegno a più riprese, ottenendo regali e favori. [...] A differenza dell'omicidio Stern, le date dell'episodio Barruca sono perfettamente compatibili con la genesi del capolavoro. Ma soprattutto gli studiosi riscontrano elementi molto forti di vicinanza quanto alla meccanica dell'eccidio, alla scena del delitto, ai tratti dei personaggi che vi prendono parte, alle descrizioni e ai racconti che ne fanno i giornali. [...] Messo da parte il delitto Stern, Contorbia non esclude che Gadda abbia voluto contaminare il caso Barruca con un precedente episodio di cronaca nera, accaduto nel giugno '45 sempre a Roma: si tratta dell'affaire Tirone, un delitto per rapina con una vittima forse consensuale e con un omicida-corteggiatore aiutato da una banda di complici.» (Paolo Di Stefano, Il vero delitto dietro il «Pasticciaccio» di Gadda, in "Corriere della Sera", 26 luglio 2007)
SCENEGGIATURE E FILM
Su commissione della Lux-Film, nel 1947 (o 1948), Gadda ricavò dal Pasticciaccio una sceneggiatura (Il palazzo degli ori), a cui non seguì però la realizzazione del film.
Riduzioni cinematografiche e televisive del Pasticciaccio sono state realizzate da Pietro Germi e Piero Schivazappa »
INCIPIT
Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi.
(versione di «Letteratura») Tutti oramai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingràvola comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionarî della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi.
TRADUZIONI
CECO Ten zatracený prípad v Kosí de via Merulana Praha, Státní Nakladatelství Krásné Literatury A Umení, 1965, traduzione di Zdenek Frýbort
EBRAICO Ha-esek bish haze be-via Merulana Tel Aviv, Ha-kibbutz Ha-meuchad, 1993, traduzione di M. Rapoport
FRANCESE L'Affreux Pastis de la rue des Merles Paris, Seuil, 1963, 1983, 1999, traduzione di Louis Bonalumi
GIAPPONESE Meruranagai no Osorubeki Konran Tokyo, Hayakawa Shobo, 1970, traduzione di Ken Chigusa
INGLESE (GRAN BRETAGNA) That Awful Mess on Via Merulana London, Secker and Warburg, 1966, traduzione di William Weaver That Awful Mess on Via Merulana London, Quartet, 1985, traduzione di William Weaver
INGLESE (STATI UNITI) That Awful Mess on Via Merulana New York, Braziller, 1984, traduzione di William Weaver That Awful Mess on Via Merulana New York, New York Review Books Classics, 2007, traduzione di William Weaver
PORTOGHESE (BRASILE) Aquela confusão louca da via Merulana Rio de Janeiro, Record, 1990, traduzione di A. Fornoni Bernardini e H. Freitas de Andrade
RUMENO Incurcatura blestemata din strada Merulana Bucaresti, Pentru, 1969, traduzione di N.A. Toscani
SERBO-CROATO Ta gadna zbrka u ulici Merulana Zareb, Zora, 1962, traduzione di Ciril Petesic
SPAGNOLO El zafarrancho aquel de via Merulana Barcelona, Seix Barral, 1990, traduzione di Juan Ramón Masoliver
SPAGNOLO (CATALANO) Quell merdé hurrible de via Merulana Barcelona, Proa, 1995, traduzione di Josep Juliá
SPAGNOLO (COLOMBIA) El zafarrancho aquel de via Merulana Bogotà, Oveja Negra, 1985, traduzione di Juan Ramón Masoliver
TEDESCO Die Grässliche Bescherung in der Via Merulana Kornwestheim, Europaischer Buchklub, 1965, traduzione di Toni Kienlechner Die Grässliche Bescherung in der Via Merulana Frankfurt am Main - Hamburg, Fischer Bücherei, 1966, traduzione di Toni Kienlechner Die Grässliche Bescherung in der Via Merulana Berlin, Verlag Volk und Welt, 1974, traduzione di Toni Kienlechner Die Grässliche Bescherung in der Via Merulana Darmstadt, Luchterhand, 1979, traduzione di Toni Kienlechner Die Grässliche Bescherung in der Via Merulana Stuttgart-München, Deutschen Bücherbund, 1985, traduzione di Toni Kienlechner Die Grässliche Bescherung in der Via Merulana München, Piper, 1995, traduzione di Toni Kienlechner Die Grässliche Bescherung in der Via Merulana Berlin, Wagenbach, 1998, traduzione di Toni Kienlechner Die Grässliche Bescherung in der Via Merulana Rheda-Wiedenbrück, Bertelsmann-Club, 1998, traduzione di Toni Kienlechner |
Garzanti 1957
Garzanti 2007
Seuil 1983
Braziller 1984
New York Review Books Classics 2007
Record 1990
Piper 1995
Wagenbach 1998 |
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A cura di Paolo Mauri |